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Chiesa Cattolica ed immigrazione

Il Coraggio di Amare > i Vostri contributi sul tema

dall'intervista a S.E. mons. Agostino Marchetto segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti apparsa sulla Agenzia Fides.

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http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=15158&lan=ita

Tutti i Paesi occidentali accolgono molti immigrati. La Chiesa come vede la loro presenza? Quali le iniziative che la Chiesa ritiene fondamentali nei loro confronti?

Agli immigrati deve essere riservata una accoglienza all’altezza della loro dignità umana e naturalmente nella sicurezza. Questo vale per tutti i Paesi. Essi, come tutti i lavoratori, non sono una merce, ce lo dice la Dottrina Sociale della Chiesa e lo abbiamo ribadito con la nostra Istruzione Erga migrantes caritas Christi: “i lavoratori stranieri non sono da considerarsi una merce o una mera forza lavoro, e non devono quindi essere trattati come qualsiasi altro fattore di produzione. Ogni migrante gode, cioè, di diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati in ogni caso” (n. 5).
La Chiesa, poi, da parte sua, grazie anche a numerose Istituzioni ad essa collegate, cerca di aiutare i migranti approntando anzitutto le più necessarie strutture assistenziali. Quindi vi è un lavoro importante per la loro integrazione, che non è assimilazione, a cui si dà un contributo specifico. Vi è poi tutto il compito pastorale specifico e questo vale per i cattolici, ma anche per i cristiani, i credenti di altre religioni, ecc. Vi invito a leggere la citata Istruzione Erga migrantes caritas Christi, pubblicata anche sul nostro website.
Certo, di fronte a un fenomeno che si trasforma, sempre più, in una delle grandi sfide internazionali, oltre che per vincere una mentalità abbastanza comune, la Chiesa, “esperta in umanità”, suggerisce alcuni interventi a monte, come per esempio l’aiuto economico allo sviluppo dei Paesi del Terzo Mondo, da cui hanno origine i più importanti flussi migratori. In effetti il primo diritto è quello non dover emigrare per realizzare le proprie aspirazioni. Si deve pensare anche a una giusta regolazione dei flussi migratori stessi, mediante accordi bilaterali e multilaterali tra Paesi di origine e Paesi di destinazione, che tengano conto del bene comune nazionale e universale. Infine, una attenzione alle frontiere per contrastare il più efficacemente possibile l’opera in grande espansione di organizzazioni criminali che fanno traffico e contrabbando di esseri umani. Chi cade in questa trappola deve comunque essere rispettato nella sua dignità umana.

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Certo, di fronte a un fenomeno che si trasforma, sempre più, in una delle grandi sfide internazionali, oltre che per vincere una mentalità abbastanza comune, la Chiesa, “esperta in umanità”, suggerisce alcuni interventi a monte, come per esempio l’aiuto economico allo sviluppo dei Paesi del Terzo Mondo, da cui hanno origine i più importanti flussi migratori. In effetti il primo diritto è quello non dover emigrare per realizzare le proprie aspirazioni. Si deve pensare anche a una giusta regolazione dei flussi migratori stessi, mediante accordi bilaterali e multilaterali tra Paesi di origine e Paesi di destinazione, che tengano conto del bene comune nazionale e universale. Infine, una attenzione alle frontiere per contrastare il più efficacemente possibile l’opera in grande espansione di organizzazioni criminali che fanno traffico e contrabbando di esseri umani. Chi cade in questa trappola deve comunque essere rispettato nella sua dignità umana.


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