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Onora il Padre e la Madre
Ragazzo di una Favelas - Perù
Io ho iniziato a lavorare a sette anni, perché i miei genitori mi picchiavano e allora uscii sulla strada per cercarmi il pane. Ogni giorno pulivo scarpe, pulivo docce, poi ho cominciato ad andare dietro a orchestre, a bande musicali e aiutavo per preparare da mangiare, così potevo a mandare qualche soldino a casa, perché erano i miei genitori che mi costringevano a lavorare. Mio padre picchiava me e mia madre anche se io cercavo di difenderla. Mia madre, per l’amore che nutriva per mio padre, non voleva che la difendessi anzi, mi picchiava. Ora abito qui a Manchay, e lavoro nella parrocchia con padre Josè e continuo ad inviare dei soldi ai miei genitori che ora abitano nella regione andina del Perù. Un giorno mia madre si ammalò e la portammo all’ospedale soltanto allora mi chiesero perdono sia mia madre che mio padre, il quale mi promise che avrebbe smesso di bere. Io li ho perdonati anche perché come persona adulta capisco molte cose della vita. E anche se abito lontano da loro, di tanto in tanto vado a trovarli e gli porto qualche soldino anche perché adesso ho la mia famiglia e devo pensare a mantenerla.
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