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La principessa Etiope. - AIDS

Onora il Padre e la Madre


A lei
piaceva
molto
questa
storia
e perciò
voleva
che
la raccontassi
a tutti
quelli
che
venivano
a visitarci...
lei mi
sussurrava
anche
i giorni
che stava
morendo:
“raccontagli
chi
sono io,
che
io sono
una
Principessa
Etiope…”

Ma quando tuo padre e tua madre sono morti di AIDS, e tu hai poco più di otto anni ed anche tu hai l’aids che ti hanno dato i tuoi genitori e sai che la tua vita è sospesa solo al filo della speranza cosa significa per te onora il padre e la madre? Don Julio, casa di accoglienza Povo de Rua: poveri della strada.

Don Julio Lancellotti - casa povo de Rua - Brasile
Questa è Mislene, che è morta nel 2000 ad 11 anni di età. Oltre all’HIV, questa bambina era anche malata di un cancro molto grave, conseguente della Aids. Lei è arrivata da noi quando era piccolina in stato di salute precario.
Non poteva camminare.
Non sapemmo mai chi furono i suoi genitori, per quanto li cercammo! Inizialmente ebbe un miglioramento.
Era una bambina molto carina.
Mi chiamava “papà”. Nei suoi ultimi giorni di vita soffriva molto per i dolori del cancro. Le davamo la morfina.
Per me questa bambina è l’immagine di Gesù che si identifica con la sofferenza. Mislene era nera, femmina e malata di AIDS, era ed è l’essenza dell’esclusione e della discriminazione sociale.

Lei, è la immagine di un Dio vicino. Che ama. Che sente compassione. Un Dio al quale posso avvicinarmi. Un Dio che mi è insegna che la vita è un dono incommensurabile e che difendere e proteggere la vita è il maggiore segno dell’amore di Dio verso di noi.
Cosi, Mislene è diventata per me l’immagine di Dio.
Io diceva sempre a Mislene: “Tu discendi, appartieni ad una famiglia di re! Tu sei una principessa della Etiopia”
Ed era vero perchè tutto di lei era Etiope, anche i suoi occhi blu .
Per questo, io le dicevo che lei discendeva dalla famiglia della Regina Etiope Candase.
A lei piaceva molto questa storia e perciò voleva che la raccontassi a tutti quelli che venivano a visitarci...lei mi sussurrava anche i giorni che stava morendo: “raccontagli chi sono io, che io sono una principessa etiope…”
Questa principessa mi ha insegnato che Dio è vicino a noi e riconoscerLo richiede amore.
Questo altro bambino si chiamava Daniel. Era una teologo nato.
È morto con appena 9 anni di età, pesava solo 11 Kg.
In alcuni momenti lui non poteva muoversi.
Un giorno, mi ha chiesto di andare in chiesa.
L’ho preso sulle miei braccia e quando eravamo nella chiesa davanti all’immagine del Sacro Cuore di Gesù, Daniel ha guardato l’immagine e mi ha chiesto il perchè il cuore di Gesu era fuori… ho risposto che Gesù ci ama e quando si ama molto, il cuore rimane fuori.
Daniel era un bambino molto coraggioso.
Prima di morire ha voluto visitare un cimitero e ha anche scelto il cimitero dove voleva essere sepolto.
Un giorno mi ha chiesto come era Gesù.
Ho risposto che era molto bello e pieno di luce e lui ha detto: “Allora, voglio morire oggi!"
Cosi, lui si preparava a morire avvicinandosi a Dio.
Tutti i nostri bambini sono molto amati e riescono a conoscere Dio attraverso questo amore... e così riscoprono che Dio è un Padre amoroso.
Quando era vicino a compiere il suo ultimo compleanno in mezzo a noi, Daniel ha chiesto una bella festa, e che fosse celebrata in anticipo.
Daniel si era aggravato, ed era molto debole. Questa fotografia è stata fata in quell’ultima festa di compleanno… i suoi occhi brillano…è il brillio della vita, di chi ama e che ha scoperto di essere amato.

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