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Le regole del gioco

Non rubare

Molte ed estese zone dell’Asia vivono in condizioni di miseria estrema, con la sostanziale differenza, che qui sono presenti anche vasti strati di popolazione agiata, Università e centri di ricerca di altissimo contenuto tecnologico, come in India, dove la contrapposizione tra ricchezza e povertà è drammaticamente evidente, e dove la quotidianità di quanto si vede sconfessa chi afferma che oggi in questa nazione le caste, l’emarginazione dei poveri...è parte di un passato. Qui la miseria è così forte che quasi diventa un elemento di normalità, non ti stupisci di nulla, neanche che un bambino con degli handicap gravi viva nella strada…derubato di tutto…anche di essere persona. E quanti cercano di affrancare questi strati della popolazione, sono ostacolati dalle forze più conservatrici incapaci di riscattarsi definitivamente e pienamente da regole millenarie che negano di fatto la piena dignità a tutti gli individui al di là delle loro appartenenze.
Qui è normale che ancora oggi uomini scalzi e laceri portano altri uomini, senza che questi si sentano a disagio.
Ma come avviene tutto questo....come il mondo della ricchezza stabilisce le regole del gioco anche per i paesi poveri? Come potrà mai capire l’uomo del risciò indiano, o le donne ed i bambini che vivono nei campi profughi dell’Africa che il mercato ha leggi che vengono prima della loro fame. Per quanto ancora sarà paziente? Per quanto ancora potrà accettare che il prezzo di vendita di quello che lui produce sarà stabilito senza appello da altre donne ed uomini in una delle tre quattro grandi borse come questa di Wall Street? Per quanto tempo ancora accetterano tutto questo.
Già nel novembre del 1999 Giovanni Paolo II ci ricordava:
...”Nel contesto dell’economia ‘globalizzata’, il problema del debito internazionale si fa ancora più spinoso, ma la stessa ‘globalizzazione’ esige che si percorra la strada della solidarietà, se non si vuole andare incontro a una catastrofe generale”.
E sempre a questo proposito ricordiamo le parole dei Vescovi Africani
....”in nome della solidarietà umana e cristiana vi supplichiamo di intervenire su i governi, su i leader politici ed economici, sulle imprese internazionali perché ascoltino maggiormente il grido angosciato dei nostri popoli vittime di questa ricerca sfrenata di profitto...”...

Quando Mosè scende una prima volta dal Monte Sinai con le Tavole della Legge trova il suo popolo in adorazione di un idolo del tempo della schiavitù. Ed oggi? siamo uomini e donne liberi? od ancora schiavi del Faraone?
(luca de mata)

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