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Citazioni dalla rassegna stampa di:
I Dieci Comandamenti: il Coraggio di amare.


Corriere della Sera - Lunedì 21 giugno 2004prima pagina - Paolo Conti

Raiuno propone in seconda serata un’inchiesta in sette puntate sulla morale contemporanea «Parliamo di etica»: dopo i reality la tv intelligente
ROMA - Dopo una stagione farcita di quiz, reality e talk show, la Rai tenta la carta di una tv
sganciata dall'ossessione degli ascolti, che punta alla qualità e alla riflessione da parte del telespettatore. Comincia dopodomani, mercoledì, su Raiuno, in seconda serata, un'inchiesta in sette puntate intitolata «I dieci comandamenti - il coraggio di amare». L'autore, Luca De Mata, si interroga sul senso di una legge etica che dovrebbe essere superiore e comune a tutti, in un mondo dominato da guerre, malattie, fame, violenza.

Corriere della Sera - Lunedì 21 giugno 2004 – seguito dalla prima pg - Paolo Conti

Da mercoledì (in seconda serata) un’inchiesta in sette puntate per rispondere a una domanda: esiste una Legge superiore, uguale per tutti? Dopo i reality show, ecco la tv intelligente I Comandamenti senza obbligo di share - Guerre, Aids, prostituzione, fede: Raiuno esplora L’etica contemporanea.
ROMA - Dopo l'indigestione di reality show, di quiz e di talk, finalmente la Rai tenta la scommessa di una tv, senza obbligo di share, possibilmente di qualità. Si tratta quasi di una coraggiosa provocazione culturale, paragonando il prodotto alla media della proposta corrente. ……. «I dieci comandamenti - II coraggio di amare». Le domande si discostano molto da quelle che circolano nei prodotti più popolari. Che senso può avere dire «onora il padre e la madre» quando i tuoi genitori ti hanno messo al mondo affetto dall’aids e quindi condannandoti a morte? Che cosa significa «non commettere atti impuri» se sei una giovane immigrata clandestina arrivata dall'ex Est europeo, ridotta quasi alla schiavitù e costretta a prostituirti sui marciapiedi dell'Europa più ricca? Puoi davvero rispettare il non rubare se i tuoi figli muoiono di fame nel cuore dell'Africa? Ossia: il mondo pare sovrastato dal caos, ha ancora senso parlare di una Legge Superiore uguale per tutti? Spiega Luca De Mata, scrittore e autore televisivo (fu suo «Cristo nel freddo dell'Est - Le catacombe del XX secolo e il martirio della chiesa del silenzio dalla rivoluzione di Ottobre al 2000» andato in onda nel 2002), ideatore di questo lavoro durato quasi due anni e ambientato in tutto il mondo: «i dieci comandamenti non sono un patrimonio etico solo di chi crede, in particolare dei cristiani. Si tratta di principi comuni a molte fedi e larga parte ai consorzi umani organizzati. La domanda di fondo guarda alla condizione generale dei nostri tempi. Ci siamo interrogati sulla forza che questi principi mantengono, «sugli ostacoli che si frappongono alla comprensione tra fedi e culture». E De Mata ammette: «Sì, forse ci vuole coraggio a proporre un'inchiesta simile in mezzo alla tv che vediamo tutti i giorni». Nonostante il titolo, non si tratta di un viaggio nella crisi della fede cristiana proprio perché guarda a molte culture e a diversi credi. Ma si tratta comunque di Raiuno, rete cattolica per eccellenza. Nessun particolare stupore se, per poter realizzare il lavoro, come si leggerà nei titoli di coda, si è mobilita la rete mondiale composta dalle nunziature apostoliche, dalle conferenze episcopali, dagli ordini religiosi, soprattutto missionari. «Se non fosse stato così, l'operazione avrebbe avuto costi economici insostenibili», ammette Luca De Mata, che ha avuto come collaboratori monsignor Mauro Piacenza, ex sottosegretario della Congregazione del clero e adesso alla guida della Pontificia commissione per i beni culturali, padre Massimo Cenci, sottosegretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli, e lo scrittore e saggista don Massimo Camisasca. Invece gli interlocutori del programma (così come le nazioni descritte nelle puntate)appartengono alle tré grandi religioni monoteiste: cristianesimo, ebraismo, islamismo. …….. Commenta De Mata: «Alla fine dell’inchiesta è inevitabile arrivare alla stessa conclusione di Giovanni Paolo II. Ossia: se continuiamo così, siamo davvero ad un passo dalla catastrofe. Ora tocca ad ogni singola persona responsabile lavorare per fermare la corsa all’autodistruzione, costruendo dialogo e comprensione, senza retoriche o luoghi comuni»……
Consulenti: Con Luca De Mata hanno collaborato alla realizzazione de «I dieci comandamenti» lo scrittore don Massimo Camisasca, monsignor Mauro Piacenza e padre Massimo Cenci

Protagonisti: Durante l'inchiesta conosceremo molti protagonisti di storie-limite in tutto il mondo: una ragazza polacca costretta ad abortire per prostituirsi ancora, il bambino venduto dai genitori a una setta in Brasile, ……


Il Foglio - martedì 22 giugno 2004 - Pietrangelo Butttafuoco
Un’ eresia rispetto a ciò che passa il convento tv, i Dieci Comandamenti

Sembra un programma costruito intorno all'unica idea forte disponibile questo "I Dieci Comandamenti il Coraggio di Amare" ……. con la regia di Luca De Mata e l'occhio attento di monsignor Massimo Camisasca a far da supervisione. Non è un format, non è un documentario acquistato e tradotto, è una trasmissione che abbiamo visto nascere in una splendida officina ricavata in una terrazza …… a Roma ed è una stravaganza rispetto a "ciò che passa il convento" perché vuole occuparsi dei Dieci Comandamenti, le leggi che Mosè diede al suo popolo, non dunque di reality show. Luca De Mata fa questo suo programma così inaudito rispetto ai gusti dello spirito del tempo mentre dati eclatanti dicono che l'Europa è sempre più lontana dalle pratiche religiose. Lo fa dopo un lavoro di documentazione durato due anni viaggiando attraverso tutti i continenti. Raccontando storie di gente qualunque, che mai verrebbero alla ribalta, storie spesso tristi di vite miserabili, senza luce. Storie vestite di musica importante peraltro, quella di Stelvio Cipriani, con le parole recitate nelle tre lingue abramitiche: aramaico, ebraico e arabo. E' un lungo reportage in posti di grande miseria…... La domanda che fa da filo conduttore è destinata a rimanere senza risposta. Perché popoli che hanno la stessa legge, i Dieci Comandamenti, si fanno la guerra. Perché ebrei cristiani e musulmani, tutta la gente del Libro e che adorano lo stesso Dio non si amano. Perché questo evento epocale nella storia dell'umanità, le leggi di Mosè, viene disatteso e così spesso violato nella vita quotidiana dei popoli e dei singoli. In realtà l'adesione alla Legge è forse la sfida più grande per ogni uomo, ardua da raccogliere, insostenibile da portare avanti. Ecco perché la via di fuga, la disattenzione, la violazione della Legge, riesce più semplice anche se il prezzo di sangue da pagare è altissimo. Lo diceva Kierkegaard, il grande filosofo danese vissuto nella prima metà dell'Ottocento. La vera sfida è accettare il rapporto con Dio………Abbracciare la fede, credere al più grande paradosso, volersi accettare dalle mani di Dio, è vivere autenticamente. …… Che il mondo sia teatro di fanatismi religiosi e scristianizzazione insieme, di grandi povertà e nicchie di benessere per un occidente sempre più arroccato nei propri privilegi, assediato dalla povertà di interi continenti e dalla guerriglia dei diseredati, non fa ben sperare per le sorti del pianeta. Un viaggio televisivo per raccontare culture, popoli, stili di vita lontanissimi che devono in qualche modo interagire e spesso lo fanno con violenza. Il paradosso di un monoteismo nel quale riconoscersi come fratelli, che ha sprofondato l'umanità nelle guerre. Dall'altra parte le ideologie totalitarie del Novecento che hanno teorizzato la costruzione di prototipi di umanità ideali, la messa in opera dell'utopia, provocando con i loro diversi orrori, 120 milioni di morti. Con una lettura dichiaratamente cattolica dei fatti da raccontare, lo sforzo è comunque di proporre una visione non pregiudiziale di un'umanità tormentata che sembra aver perso i suoi punti di riferimento. Con alla mano cifre agghiaccianti nella sottrazione di vite e cause devastanti di questi accadimenti: 100 milioni di morti nelle guerre del Ventesimo secolo, 10 milioni di morti per terrorismo negli ultimi 50 anni, 20 milioni di morti per fame ogni anno……


L’Osservatore Romano -Lunedì-21giugno 2004- Giampaolo Mattei

Un’inchiesta televisiva sul Decalogo, in sette puntate, va in onda su Raiuno a partire da mercoledì 23 giugno

È nella verità di Dio che l’uomo trova il coraggio di amare.
Un pugno allo stomaco. Una «provocazione» semplice ed essenziale che ti mette a faccia a faccia con tè stesso, con la tua coscienza, e ti costringe ad andare «oltre», a non fermarti al superficiale e all'effimero per cercare una risposta alle domande fondanti e fondamentali proprie dell'essere uomo. …… In realtà questa inchiesta riguarda ogni persona, è fatta su ciascuno perché è centrata sull'uomo, sulla sua possibilità stessa di vivere, di avere futuro degno di questo nome. ….. c'è una verità incancellabile: il Decalogo prima ancora che sulle Tavole di Pietra è scritto nel cuore di ogni persona. Si tratta di avere il coraggio di togliere il velo che lo copre, si tratta di avere il coraggio di amare. …….. Non c'è niente di più attuale e di nuovo di quelle Tavole che, sul Monte Sinai, Dio consegnò nelle mani di Mosè. «Ma di questi Dieci Comandamenti che cosa rimane oggi nella realtà quotidiana dei popoli e delle persone? E ancora: sono veramente la strada della convivenza, sono il coraggio di amare?». È questa la domanda che ha posto, innanzitutto a se stesso, Luca De Mata, autore dell'inchiesta. La risposta gli e costata due anni di lavoro, di, studio, di viaggi, di incontri. Confida: «E stato un grande impegno, ma principalmente una scuola formidabile di vita cristiana». ……. Con De Mata (autore dei testi e della regia) hanno collaborato anche il Vescovo Mauro Piacenza, don Massimo Camisasca, Padre Massimo Cenci e, per il cordinamento, don Luciano Alimandi. E una schiera impressionante di uomini e di donne che, in tutto il mondo, sono stati protagonisti di questa inchiodante 'inchiesta'. ….. Qualcuno, al primo impatto, potrebbe ritenere di trovarsi di fronte a un documentario scientifico: è così soltanto in parte perché qui si va alla ricerca non di pur significativi fatti storici o archeologici, ma della verità sull'uomo, della verità di Dio sull'uomo. ….. Ne esce fuori un profilo dell'umanità del nostro tempo tratteggiato con l'appassionata curiosità di chi non si stanca di riflettere sul senso stesso dell'esistenza, di chi non smette mai di chiedersi: «Perche?». La prima puntata si conclude con una intensa riflessione di De Mata: «Voltare le spalle ai Dieci Comandamenti ha portato a conseguenze che spesso facciamo fìnta di ignorare, ma che pesano come incubo su tutta l'umanità che non vuole riconoscersi nelle leggi naturali che Dio indicò a Mosè! E questo e inconfutabile sia per chi crede e per chi non crede ad un Dio! Quale esso sia! Quali regole e quali leggi perché la pace dell’ uno non sia l'incubo dell'altro? Perche il mio benessere non sia la tua miseria? Perchè la nostra felicità non sia la vostra disperazione? Tutto questo lo affronteremo nelle prossime puntate...». ……. Il sanguinoso XX secolo ha mostrato come i Dieci Comandamenti siano stati calpestati brutalmente e pervicacemente capovolti……
La Stampa - Mercoledì 16 giugno 2004 - Marco Tosatti
SU RAIUNO L’INCHIESTA DI LUCA DE MATA - I Dieci Comandamenti al tempo dei kamikaze
I dieci comandamenti, sono ancora validi? I figli di Abramo, e quelli che onorano Mosè come profeta, cioè cristiani, ebrei, musulmani, tengono ancora conto, e in che misura di quelle parole iscritte sulla pietra? Una risposta, alla luce dei drammi che si consumano in questo inizio di millennio, cercherà di darla una serie televisiva prevista su Rai Uno a partire dalla prossima settimana. Sette puntate, di cinquanta minuti ciascuna, ideate, e realizzate da Luca De Mata in tutto il mondo. «Abbiamo lavorato per oltre due anni – dice l'autore - un grande lavoro di inchiesta, scavando nelle contraddizioni di un quotidiano planetario sconosciuto quanto miserabile ed eroico; il vissuto della gente comune, unita dalla speranza, e dal coraggio di amare, nonostante tutto. Amare, e uccidere. Una delle puntate, la sesta è imperniata su non dire falsa testimonianza. Non uccidere», e affronta il problema drammatico dei kamikaze». …… Mohammed Abdullatif, un editore, ricorda che il suicidio, «come è detto sia nei comandamenti che nel Corano, è proibito». Ma afferma che che ci sono situazioni particolari, «come ad esempio in Palestina. Proibire ai bambini di andare a scuola, fermare la gente per strada, privare le persone del necessario, tutto questo fa sentire ai palestinesi che non c'è speranza per il loro futuro. Non possono proteggere i loro figli. Allora i palestinesi che vivono tutto questo sentono che per poter proteggere la vita dei loro bambini, delle loro madri o dei loro padri devono sacrificarsi e suicidarsi insieme ai loro nemici, fanno questo per garantire la vita dei loro figli. Egli pensa che in questo modo protegge la vita degli altri e, sacrificandosi, da la vita agli altri che soffrono». E se l'imam Ibraim Reda, egiziano, rivendica il ruolo pacifico della religione: «noi non siamo predicatori di terrorismo, noi siamo predicatori di pace»; l'imam Rizvi Yasim, dal New Jersey, risponde che se la comunità musulmana è attaccata «se non c'è prospettiva di salvezza il suicidio si giustifica e la persona che decide di difendersi suicidandosi, in combattimento o uccidendo anche innocenti deve essere considerata un martire». L'inchiesta, realizzata con la supervisione del vescovo Mauro Piacenza, di Don Massimo Camisasca e di Padre Massimo Cenci, offre una gamma di realtà umane impressionanti: dai campi profughi al confine tra Rwanda e Burundi, alla Polonia del dopo comunismo……Una globalizzazione del bisogno, che rende anacronistiche antiche divisioni geografiche: «solo una manciata di anni fa - dice Luca De Mata – le religioni erano separate anche geograficamente, i confini delle nazioni erano anche confini tra popoli di religioni diverse». Oggi non è più così: e anche per questo è importante verifìcare «quanto i dieci comandamenti siano una realtà concreta calata nella quotidianità del nostro vivere».

Il Messaggero - Domenica 20 giugno 2004 - autore: Orazio Petrosillo
Quei Comandamenti traditi - L’importanza delle tavole della legge nel mondo globalizzato.
Il confronto di religioni e culture diverse può dare un messaggio di pace contro le guerre e il razzismo.

Tante cifre ed una domanda. Un'immensità di tragedie ed una soluzione. Pensate: 100 milioni sono stati i morti nelle guerre del XX secolo; 10 milioni le vittime del terrorismo negli ultimi 50 anni; 20 milioni i morti per fame ogni anno. Senza dire del carico del dolore di genocidi, stragi, bambini denutriti, donne schiavizzate. Un elenco senza fine. E la domanda: quali regole e quali leggi perché la pace dell'uno non sia l'incubo dell'altro? perché il mio benessere non sia la tua miseria, perché la nostra felicità non sia la vostra disperazione? Se solo si applicassero i Dieci Comandamenti. Sui quali dovrebbero basarsi i comportamenti di ebrei, cristiani e musulmani.
Ossia della metà esatta dell'umanità. E in ogni uomo come legge naturale. E poi quei Dieci Comandamenti - codificati sul Sinai 33 secoli fa - sono rifluiti nella Carta, dei diritti umani al momento della fondazione delle Nazioni Unite. In realtà, sono dieci parole «scolpite nel cuore degli uomini». Non sono patrimonio di una, di due o di tre fedi. E oggi, cosa rimane dei Dieci Comandamenti? Come sono vissuti? Una risposta su RaiUno.l'ha scritta e diretta Luca De Mata…….Oltre a contestualizzare i Comandamenti ignorati e violati, spiega De Mata. «si tratta di sette "valigie di appunti" riportate da lunghi viaggi tra culture, popoli, religioni diverse cercando di tessere una trama di dialogo e di confronto». La sesta puntata che unisce i precetti del «Non uccidere» e «Non dir falsa testimonianza», affronta tra l'altro il problema gravissimo dei kamikaze. Chiede: chi è il martire? L'inerme che non rinnega la sua fede ed affronta la morte disarmato o l'armato che in nome di Dio si suicida uccidendo? ……. L'inchiesta è stata realizzata con la supervisione del vescovo Mauro Piacenza, di don Massimo Camisasca e di padre Massimo Cenci. Le musiche sono di Stelvio Cipriani.

Il Giornale - Martedì 22 giugno 2004 - Andrea Tornielli
ETICA IN TV - Da domani su Raiuno le inchieste di De Mata sui drammi del mondo
I Dieci Comandamenti - Viaggio nella realtà senza obbligo di reality
Quale popolo del nostro pianeta non cerca pace e benessere? Ma quali regole e quali leggi perché la pace dell'uno non sia l'incubo dell'altro? Perché il mio benessere non sia la tua miseria? Perché la nostra felicità non sia la vostra disperazione? Cerca di rispondere a queste domande: I Dieci Comandamenti, il coraggio di amare! una trasmissione scritta e diretta da Luca De Mata che Raiuno manda in onda ogni mercoledì a ….. Un viaggio straordinario attraverso la vita quotidiana dei popoli nei cinque continenti, attraverso situazioni drammatiche e disperate ma anche positive, per raccontare quanto l'umanità creda ancora ai comandamenti che sono alla base delle tré grandi religioni monoteiste, quelle di ebrei, cristiani e musulmani, e che se rispettati salverebbero il nostro mondo dalla catastrofe dell'egoismo. Protagonista di questo viaggio, costato due anni di lavoro e realizzato con la supervisione di monsignor Mauro Piacenza, di don Massimo Camisasca e di padre Massimo Cenci, e accompagnato dalle musiche di Stelvio Cipriani, è la realtà. Un documento vero, un'inchiesta che parte da una serie di dati agghiaccianti: cento milioni di morti nelle guerre del XX secolo, dieci milioni di vittime del terrorismo negli ultimi cinquant'anni, venti milioni i morti per fame ogni anno, venti milioni i morti per droga negli ultimi dieci anni, due milioni i bambini uccisi in guerra negli ultimi dieci anni. «Mai come oggi - spiega l'autore della trasmissione, Luca De Mata, che dirige l'agenzia Fides della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli - l'umanità rischia di sprofondare in un baratro senza ritorno, e senza speranza, se non saprà ritrovarsi all’interno di comportamenti che si regolano, si misurano e si confrontano con la comune legge millenariamente condivisa, qual è quella dei Dieci Comandamenti». Tra le testimonianze più significative ….. quella dell'anziano profugo in un campo del Rwanda: «Qui tutti dicono pace e giustizia. Ma io non ho conosciuto pace e giustizia, mio padre non ha conosciuto pace e giustizia, mio figlio non ha conosciuto pace e giustizia... Io sono cristiano e conosco bene i comandamenti, i vecchi del mio villaggio dicevano che quando vennero i missionari con i Dieci Comandamenti in fondo non ci portarono nulla di nuovo, da noi si sono sempre conosciuti... Per me la novità è tutta nel primo comandamento, quello del Padre unico e quindi che siamo tutti fratèlli e quindi non ci dobbiamo ammazzare...». …..

Avvenire - Martedì 22 giugno 2004 - Angela Calvini
Da domani il reportage di Luca De Mata: «Con l’aiuto dei missionari indago tra fame, guerra e terrorismo sulle grandi domande etiche» - Raiuno i Dieci Comandamenti a confronto con il mondo di oggi La tv si interroga sui Dieci Comandamenti e sulla loro attualità oggi. Una scelta di qualità che sorprende di questi tempi: eppure è in arrivo un programma innovativo, scritto e diretto da Luca De Mata, direttore dell'agenzia giornalistica missionaria Fides, I Dieci Comandamenti appunto, in onda da domani su Raiuno in seconda serata ogni mercoledì fino al 4 agosto. «Sarà un programma molto duro, perché la vita è dura - spiega De Mata. Ad esempio ci chiederemo che senso ha il comandamento "onora il padre e la madre" se i tuoi genitori ti hanno venduta al giro della prostituzione. Oppure come applicare il "non rubare" se i tuoi figli muoiono di fame?». Storie limite e drammi, ma la provocazione lascia sempre aperta una porta alla speranza. «Anche perché - spiega De Mata - il progetto era nato come strumento per i missionari. Poi è diventato un modo per mostrare al nostro mondo opulento e distratto il loro grande lavoro. Una spinta a riflettere, con interlocutori di tutte le religioni, sull'etica contemporanea e su leggi fondamentali per tutta l'umanità». Il programma ha anche il taglio di un ampio reportage che spazia dal Rwanda al Bronx, dal Perù all'Europa dell'Est, grazie alla mobilitazione generale delle Conferenze Episcopali e dei missionari di tutto il mondo. …… «Non ci nascondiamo davanti ai problemi - precisa De Mata -. Anzi, mostriamo una Chiesa che si interroga in linea con le indicazioni del Santo Padre». …… mostrando come la Chiesa nel mondo, attraverso i suoi missionari riesca a far fiorire l'amore dalle macerie dell'odio. «Un programma per far riflettere le coscienze sulle responsabilità di ciascuno» sottolinea monsignor Mauro Piacenza (Presidente della Pontificia Commissione dei beni culturali della Chiesa), supervisore del progetto insieme a padre Massimo Cenci del Pime e don Massimo Camisasca (fondatore della “Fraternità di San Carlo Borromeo”). Quest'ultimo aggiunge: «I comandamenti sono l'espressione di un amore che attrae. Solo ciò che attrae può essere obbedito».


Corriere della Sera - giovedì 24 giugno 2004 - Aldo Grasso

La scommessa dei «Dieci comandamenti»
A certi argomenti non siamo più abituati e la peggiore delle abitudini è credere che in tv non si possano affrontare. La prima immagine che ci viene in mente assistendo a «I dieci comandamenti. Il coraggio di amare» …… è quella del deserto, non quello che si stende sotto il Sinai e su cui si dispiega il manto dell'alleanza col Signore siglato dalle tavole della Legge, ma il deserto della tv, la sua cronica inettitudine a cogliere stimoli, diversità, provocazioni. E adesso arriva un programma di Luca De Mata (consulenza di Massimo Camisasca, Massimo Cenci e Mauro Piacenza) che ha l'ardire di chiedersi se i dieci comandamenti siano ancora la strada della convivenza tra i popoli! Nell'esperienza del Sinai (la pietra sigilla il profilo etico e religioso di un popolo) affondano le radici comuni di ebraismo, cristianesimo e islamismo: eppure, si chiede l'autore, i morti si susseguono ai morti, le vittime del terrorismo, della fame, delle malattie, della guerra non si contano più. Cosa resta dei dieci comandamenti, del primo in particolare, che spazza via gli idoli e impone agli uomini di avere un solo Dio? Perché l'umanità, in sostituzione della legge del più forte, non riesce più a condividere dieci principi morali fondamentali, di cui solo tre riguardano Dio e ben sette il prossimo? ….. E un pugno nello stomaco per l'attuale programmazione tv, un programma di nicchia, come si dice in gergo. Per questo, per farsi sentire, a volte rischia la scompostezza formale,l'eccesso di moniti.

Corriere della Sera - 30-GIU-2004 - Milano - Direttore: Stefano Folli

«I dieci comandamenti», polemica religiosa
Polemica religiosa su «I Dieci comandamenti», programma di Ramno sull'attualità e l'universalità dei Comandamenti. «Il programma incita all'odio religioso. E' grave che la demonizzazione passi attraverso la tv pubblica», attacca Adel Smith, il presidente del partito Unione Musulmani d'Italia che chiese di togliere i crocifissi dalle scuole dei suoi figli. …… «Facilmente si criticano le religioni diverse da quella cattolica per paura del confronto». Replica l'imam della moschea di Centocelle Samir Khaldi: «La religione cattolica va rispettata perché la Bibbia è ancora un testo valido. Nelle trasmissioni tv, però, è ingiusto vedere trascurati i musulmani». A difesa dei «Dieci comandamenti», don Mazzi («E' un programma di spessore dove ci sono cuore, umanità e anche un po' di fede») e Pippo Baudo («Un'ottima scelta per un invito alla tolleranza»). …..

il manifesto - Norma Rangeri - Se il mio dio è migliore del tuo - venerdì 25 giugno 2004
I dieci comandamenti
Le tavole di Mosè sono ancora oggi la strada per la convivenza tra i popoli? La domanda merita senz'altro una risposta, A cominciare dall'attualità del primo comandamento: non avrai altro dio fuori di me. Che può essere letto al dritto (siamo figli di un unico padre, perciò siamo tutti uguali, tutti fratelli), oppure a rovescio (il mio dio è meglio del tuo), principio caro all'ortodossia cattolica e non solo, fonte di sanguinose guerre di religione. Ma non è analizzando il rovescio della medaglia (l'integralismo cattolico) che inizia I dieci comandamenti (Raiuno, mercoledì). All'autore del documentario girato intorno al mondo, Luca De Mata (supervisione editoriale di Teresa De Santis), interessa piuttosto mettere su uno stesso piano, comunismo e nazismo, revisionisticamente collocati uno accanto all'altro: l'olocausto e il gulag, Stalin e Hitler. Come se la macabra contabilità che scorre in sovraimpressione sullo schermo (100 milioni di morti nelle guerre del XX secolo; 10 milioni le vittime del terrorismo negli ultimi 50 anni.....), fosse capace di azzerare le differenze, semplificando il ragionamento. …..

Avvenire - Venerdi 25 giugno 2004 Mirella Poggialini
«10 comandamenti», Tv vera
In una delle sue ultime interviste, a Venezia, ricordo gli occhi stupiti del regista Kieslowski alla domanda sui suoi Comandamenti e la religione: «Ma i comandamenti sono nell'anima di ogni uomo, credente o non credente!». È la tesi che sottende la vibrata impostazione della nuova serie, iniziata da Raiuno mercoledì in seconda serata, in cui Luca De Mata, insieme a Massimo Camisasca, Massimo Cenci e Mauro Piacenza, ha per due anni raccolto immagini e parole nelle più remote parti del mondo, interrogando e interrogandosi su quanto accade quando le radici dell’amore, insite nei Comandamenti, vengono dimenticate o vilipese. Non a caso il sottotitolo è il coraggio di amare:, poiché il fondamento della legge morale, che molti degli intervistati,
dall'Etiopia al Mozambico, dal Rwanda al Brasile, pongono come antecedente alle tavole della Legge consegnate a Mosé, consiste nella giustizia, cioè nel senso innato dell'uguaglianza fra tutti gli uomini. Il primo comandamento, quello analizzato nella prima trasmissione, ci indica tutti come fratelli, figli di Dio unico padre: un padre che ci parla con tenerezza e al quale rispondiamo con guerre e ingiustizie. Non è dunque un programma apologetico o teologico in senso stretto, quello che apre una nuova via alla televisione di approfondimento: non spiega cosa insegnano i Comandamenti, dimostra con testimonianze concrete cosa accade quando li si dimentica. La violazione della legge come fratricidio: espressa, dalle voci narranti, con impeto appassionato, con domande che diventano accuse vibrate, con invocazione omiletica che richiama tempi lontani. «Le dieci parole da cui dipende il futuro del mondo», come ha affermato il Papa, sono qui volti e scene che gridano pietà, sono inplorazioni di pace risolte in drammatiche visioni.

Avvenire - Venerdi 25 giugno 2004 Mirella Poggialini
Oltre 1 milione d’ascolto per una serie coraggiosa
L’obbligo di ascolto non c’era, ma alla prima puntatal’inchiesta di Luca De Mata sui «Dieci Comandamenti», in seconda serata su raiuno, è riuscita ad avere l’attenzione di oltre un milione di spettatori con il 10,47% di share. «La passione del pubblico per certi argomenti che la tv considerà tabù evidentemente esiste», commenta l’autore. «La tv dovrebbe sbloccarsi verso l’alto, verso programmi di qualità».


la Stampa - Mercoledì 28 luglio 2004 Marco Tosatti
Non uccidere» nel secolo del genocidio

Non uccidere: «I dieci comandamenti», l'inchiesta televisiva di Luca De Mata, in programma oggi su Raiuno, si occupa di quello che è stato forse uno degli imperativi più disattesi nel secolo scorso. Una violazione che, adesso, sta tornando ad assumere una veste religiosa, cercando in un dio la
giustificazione al delitto. …... Un fenomeno sconosciuto, sino a qualche anno fa; e che dopo l'1l settembre sembra sia diventato una delle modalità belliche possibili nel mondo islamico (fino a quel momento poche realtà come quella delle Tigri Tamil» lo praticavano. De Mata ha raccolto voci discordanti, nel mondo ……Un capitolo a parte è quello dedicato alla pena di morte legale; praticata in molti paesi, e, nel mondo occidentale, anche dagli Stati Uniti, Richard C. Dieter, Direttore esecutivo del Centro sulla pena di morte ricorda: «Nei 25 anni da quando la pena di morte è stata reintrodotta negli Stati Uniti 111 persone sono state trovate innocenti e liberate dal braccio della morte, completamente scagionate. Queste 111 persone erano credute da tutti colpevoli ed sarebbero potuto essere giustiziate. E molte sono arrivate vicino all'esecuzione».

Avvenire - mercoledì 30 giugno 2004 - “ LE NOSTRE SCELTE ”

I dieci comandamenti «Non nominare il nome di Dio invano» e «Ricordati di santificare le feste» sono i due comandamenti analizzati oggi dal programma di Luca De Mata, direttore dell'agenzia giornalistica missionaria Fides. La trasmissione, nata da un lungo lavoro di analisi, compie un viaggio in sette puntate attraverso i continenti, alla ricerca dei legami tra le tre principali religioni monoteiste (quella cristiana, quella ebraica e quella islamica) e le Tavole della Legge.

Raiuno.ore 23.10


Libero Quotidiano - Milano -Direttore: Alessandro Sallusti
Adel Smith contro “I dieci comandamenti” Per il fanatico musulmano «quel programma Rai incita all'odio religioso»
MILANO - [fa.sa.] Ci risiamo. Il Presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, Adel Smith ancora una volta lancia le sue invettive contro un simbolo della cultura cattolica. Stavolta se la prende con il programma di RaiUno "I dieci comandamenti", curato dal direttore di "Fides" Luca De Mata. …… Le reazioni a questa presa di posizione non si sono fatte attendere. Persino l'Imam della moschea di Centocelle a Roma, Samir Khaldi. prende una posizione diversa…. Don Mazzi non va tanto per il sottile e attacca: «Smith è un signor nessuno. A che titolo parla quando dice Musulmani?». ……

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