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Venerdì, Sabato, Domenica.
Certo è difficile accettare la contemporaneità di realtà come quella di Madre Teresa al Cairo e…dei grattacieli sulle rive del Nilo. O come in Brasile, dove alla ricchezza del giorno si contrappone la miseria della notte. La disperazione dei bambini di strada…in questa alternanza, anche di mense allestite per i poveri, spiagge, maschere di carnevale e degrado ti domandi il nome di Dio quale significato abbia!
Ti domandi se hai voglia di nominare il nome di Dio per lodarlo o inveire contro di lui. La realtà è che in ogni cosa, l'uomo stabilisce la misura di come vivere la creazione, e quale ruolo e quale vita offrire agli altri, prima che a se stessi.
Per riflettere questo breve dialogo con un bambino di strada, di una delle mille strade di una qualunque città dell’America Latina.
(luca de mata)
Bambino di strada - Sud America
D: Cosa chiederesti agli altri ragazzi del mondo?
Vorrei uscire dalla strada e andare a casa. Abitare in una casa nuova. Non vivere più questa vita, se non rubi non mangi...
D: Qual é il tuo nome?
Elto...
D: Elto... da quanto tempo frequenti la strada?
Quattordici anni.
D: Cosa pensi della tua vita ?
Brutta! Non sai mai se ti svegli vivo.
D: Ti senti protetto dalla polizia?
Ci picchia, ti torce le braccia, ci prende per la testa…
D: Ti ha picchiato?
Ai miei amici. Io sono tranquillo. Non assalto nessuno.
D: Cosa pensi di fare?
Lavorare.
D: Lavorare?
Con la macchina, il tassista!.
D: Ma cosa vorresti dagli altri bambini che vivono negli altri Paesi?
Io vorrei che mi dessero un sacco di fagioli
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